Valter Vannelli _ Andria _ Castel del Monte, 1240, di Federico II Hohenstaufen _ letture, Roma 2010


 
Architettura e Psiche   Roma, Ed.Kappa, 2008   -   books.google.it/    google/libri    AbeBooks    Feltrinelli    Rizzoli    Amazon    Libri del 2010


      Valter Vannelli    _ ricerche
   Andria _ Castel del Monte, 1240, di Federico II Hohenstaufen

      Analisi e letture di iconografie esoteriche e simboliche
       2010 / 3-12
 
Architettura e Psiche
 
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fig.5_Castel del Monte, da stampa del 1890.

     Professore dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma, dal 1972 al 2000 ha insegnato Progettazione architettonica nella Facoltà di Architettura / Dipartimento di Storia dell'architettura, Restauro e Conservazione.

segue in "Curriculum"



Il 29 gennaio 1240, da Gubbio, Federico II di Svevia dà mandato a Riccardo da Montefuscolo, Giustiziere di Capitanata, di acquistare ... quant'altro fosse necessario "... pro castro quod apud Sanctam Mariam de Monte fieri volumus". Il termine 'actractum' non ne determina la destinazione, a prima vista difensiva. La scelta del sito e l'orientamento, l'assenza di fossati e d'altre misure difensive, i caratteri distributivi indifferenziati, la preziosità degli ambienti originali, il simbolismo astronomico e regale di una forma geometrica tanto emblematica, isotropa e stellare, inducono tuttavia ad optare per una specifica funzione di rappresentanza tale da materializzare ed esprimere nel linguaggio permanente dell'architettura l'origine divina, diretta e dunque perfetta, del potere dell'imperatore.
Manifesto imperiale e metafora della sua potenza politica, dunque, ma anche messaggio di civiltà e segno di pace e tolleranza.

Il Castrum è concepito come struttura isolata, al vertice di una collina rocciosa delle Murgie, alta 540 metri, strategica rispetto alla rete di castelli compresi nello Statutum de reparatione castrorum (1241-46).
La costruzione è assegnata a maestranze di monaci cistercensi francesi e artisti locali. Matrici geometriche ed elementi compositivi riflettono derivazioni mutuate da tradizioni classiche, nordeuropee e musulmane; e nell'insieme rimandano a principì tesi a comporre e armonizzare l'organizzazione e la gestione del potere politico e culturale in una visione umanistica e globale.

L'organismo - ottagono regolare, stellare, con torri ottagonali agli spigoli e cortile al centro - sviluppa tematiche geometriche e planivolumetriche di assoluta correttezza formale, le cui matrici simboliche richiamano all'immagine e all'autorità della corona sveva e, con l'orgoglio ammonitore dell'aquila imperiale, al diritto divino e assoluto di governare.
La costruzione, compatta e austera, è in breccia calcarea locale. Modulata a metà altezza da una cornice marcapiano, è rigata da otto monòfore al piano inferiore, e alleggerita da sette bifore ed una trifora al piano superiore.
La posizione in pieno sole, i contrasti tra pietre calcaree coralline e altre pietre locali, ne attenuano, ad arte, l'aspetto e il rigore.

All'organismo planivolumetrico ottagonale, simile alla corona regale, corrispondono due piani con otto sale trapezoidali per piano.
Lo spazio di ogni sala è composto da una campata centrale quadrata, coperta da crociera a costole, a da campate laterali triangolari coperte con botte ogivali. Chiavi di crociera ed elementi costruttivo-decorativi sono risolti con disegni e motivi diversi.
All'interno delle otto torri, pozzi centrali con scale a chiocciola raccordano i piani, o convogliano acque piovane alle cisterne. Altre funzioni, minori, lasciano tracce o memorie di elementi scultorei e di apparati decorativi e cromatici tipici di costumi orientali.


fig. 1 _ Veduta zenitale dal cortine centrale.
fig. 2 _ Il castrum dal fronte di ingresso. Il ruolo simbolico è valorizzato dalla posizione isolata ed emergente rispetto alla piana delle Murgie.







fig. 3 _ Pianta del livello superiore. L'isotropia dell'organismo è sottesa dallo schema distributivo, continuo ed uniforme.




fig. 4 _ La cavea, solida e regolare, del cortile centrale, cadenzata dalla successione degli archi e ritmata da bucature rade e variate.





fig. 6 _ A. Mariano, Porta di Capua, c. 1234.



fig. 7 _ Catania, Castello Ursino, 1239-50. Il quadrato con torri angolari e cortile centrale, è forma tipica e mitica dei castelli di Federico II°.



Figlio di Enrico di Hohenstaufen e di Costanza d'Altavilla, nipote di Federico I 'il Barbarossa', Federico II nasce a Jesi nel 1194.
A quattro anni eredita l'Impero e il Regno di Sicilia. Sotto la tutela di Innocenzo III, trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Palermo, capitale del regno normanno, già emirato arabo e coacervo di razze, lingue, culture e religioni. Nel 1209 sposa Costanza d'Aragona e riafferma i diritti sulla Germania.

Nel 1221, tornato in Sicilia, riprende scelte già di Ruggero II a favore del Meridione e, scoperto il ruolo strategico della Puglia anche rispetto ai territori dell'impero, nel 1223 vi trasferisce la capitale del regno, da Palermo a Foggia.
Per riorganizzarne l'assetto urbanistico e l'agricoltura, e gestirne i latifondi demaniali, le foreste e le strutture produttive agricole e pastorali, l'Apulia è suddivisa in Capitanata, Terra di Bari, Terra d'Otranto, e Basilicata.
Città, borghi, infrastrutture viarie e difensive (anche romane e normanne) sono inserite in un sistema del quale castelli, palazzi, 'domus solaciorum' e 'masserie' sono la rete periferica di riferimento.
(Lo Statutum de reparatione castrorum, del 1241- 46, enumera 500 castelli, compresi quelli normanni.
Per la Puglia e la Basilicata 111 strutture castellari; _ 23 castra e 28 domus nella Capitanata; _ 13 castra e 3 domus nella Terra di Bari). ...
La regione diviene un crogiolo di scambi e di incroci, anche tra il patrimonio culturale classico e bizantino, la produzione romanica e la nascente arte gotica. Apporti specifici sono delle maestranze francesi, dell'ordine dei certosini, dei proto-magistri dei cantieri svevi ...

Precursore del principe rinascimentale e del moderno Stato laico, Federico II concepisce il potere da 'imperator' romano, emanato da Dio, indipendente da quello papale.
Alla ricerca di un ordine tangibile del mondo, promuove le scienze e lo studio della natura; quindi, la matematica, l'astronomia, la filosofia, il diritto, la letteratura, la medicina, l'igiene. Fonda lo 'studium generalie' di Napoli (1224), università statale a struttura laica; riorganizza la Scuola medica salernitana; riunisce nella Magna Curia di Palermo i poeti della "scuola siciliana"; da origine alla letteratura italiana in volgare.
Ma è all'architettura - alla mitica concretezza espressiva del suo linguaggio, ed alla visibilità della sua testimonianza nel trapassare delle epoche - che Federico assegna e affida il suo complesso (moderno perché già laico) messaggio di potenza politica e civiltà.

Muore nel 1250, a Castel Fiorentino, e - nel mito - avvalora una profezia.





fig. 8 _ Interno di una sala. Il vano centrale della finestra, profondo e rialzato di più gradini, è coperto da volta a sesto acuto. La bifora, elegante, è fiancheggiata da sedili in pietra.






"Lo stato del nostro Regno ci è stato per molto tempo ignoto e i nostri diritti usurpati. Ora vogliamo che tutto sia chiaro alla luce del diritto e tutto ricondotto sotto il nostro governo allo stato di giustizia".

(Ordinamento di Capua, 1222).





fig. 9 _ Castel del Monte, veduta aerea.



fig. 10 _ Dato un attagono regolare di lato L ... .



fig. 11 _ ... e condotte le tangenti a detti lati, in ognuno degli otto punti di intersezione sono costruiti altrettanti ottagoni (diametro = L), ... .


Costruzione geometrica dell'organismo

Data una figura isotropa - un ottagono regolare di lato L (lato del perimetro interno dell'organismo) - e condotte le tangenti a detti lati, in ognuno degli otto punti di intersezione sono costruiti altrettanti ottagoni (con diametro=L), omologhi rispetto a quello centrale (con lati paralleli a quello centrale).
Un secondo ottagono, concentrico rispetto al primo, dà luogo ad una corona circolare la cui proprietà costante è quella di intersecare gli ottagoni minori nei loro vertici orientati verso il centro dell'organismo.
Dette intersezioni sono collegate con il nucleo centrale di ciascuna torre (scala, o altro).
Analogo procedimento vale per la composizione in altezza, su due moduli uguali, con interposta cornice marcapiano.
Gli spessorri murari, notevoli, concorrono alla determinazione dell'organismo.
In sintesi, data una dimensione, le altre sono ottenute per costruzione, (con riga e compasso), in modo semplice e lineare.
Il procedimento che genera la figura è tipico della geometria dei frattali, adottato da secoli (almeno in modo empirico) in apparati decorativi a matrice geometrica dell'Islam.

All'Islam e all'influenza dell'architettura gotica e normanna restano riferibili gli elementi linguistici e decorativi; in un caso per le matrici numerologiche e cabalistiche dell'impianto generale; oltre, per la preziosità ricca ed essenziale degli elementi figurativi, usati come elementi di contrappunto o di arredo, e tuttavia ad ogni livello di scala, fino alle chiavi di volta, in mondo anche criptico, emblematico, simbolico.


_ Riferimenti: Cappella Palatina di Aachen, battisteri, ... , corona sveva, Carta Pisana (XIII° sec.), carte nautiche, stelle dei venti, ...
_ Riferimento specifico:  la moschea di Omar (vedi scheda).

Misure dedotte dalle riproduzioni:
_ lato dell'ottagono centrale (cortile) e diametro delle torri, c. metri 8;
_ diametro dell'ottagono centrale (cortile), c. m. 18,00;
_ diametro dell'ottagono esterno: c. m. 52,00;
_ diametro max (da torre a torre): c: m. 65,00.
_ altezza del nucleo centrale, c. m. 20,50;
_ altezza delle torri, c. m. 24,00.




fig. 12 _ Costruzione geometrica dell'organismo planimetrico.



fig. 13 _ Cortina muraria della corte, ritmata da archi a sesto acuto e bucature alterne. La stereometria della configurazione, segnata da elementi figurativi netti ma contenuti, esalta il ruolo dello spazio interno orientato senza soluzione di continuità verso lo zenit della grande volta naturale.




fig. 14 _ Gerusalemme, Moschea di Omar,   
vedi la costruzione geometrica.









fig. 15 _ Federico II°, De arte venandi cum avibus, XIII° secolo. BAV.




Appendice ad  Architettura e Psiche  / sintesi

Ruoli primari dei castelli di Federico II:
- la difesa militare,
- la gestione del territorio,
- la funzione simbolica (del potere regale).

Consapevole del linguaggio dei simboli, Federico II ne testimonia in modo sapiente i segni del potere alle diverse scale della rappresentazione.
Le immagini centrali della tradizione classica, i simboli della corona e dell'aquila, le riduzioni stilistiche degli elementi naturali, sono reiterate nelle arti figurative e nell'architettura (anche militare) a testimonianza della sua figura regale, mediatrice tra Dio e gli uomini, opposta al disordine papale e fautrice di giustizia, benessere e perfezione.
Numerologia, astrologia e cabala ne sono matrici figurative e supporto culturale.
L'ordine matematico e geometrico, riflessi dell'ordine naturale e sacro, sono alle origine delle forme elementari dei suoi castelli, simboli di una autorità e di una sapienza legittima e sovrana; ossia, di doti assolute che approssimano il sovrano al divino più di quanto un mondo intero separi il volgo da una goccia di nobiltà regale.


Sia per le tradizioni cristiane che per le islamiche, l'ottagono è figura isotropa che tende alla compiutezza del cerchio e prelude alla perfezione ed al Paradiso.
Intermedia tra il quadrato (delle realtà terrene, limitate) e il cerchio (delle verità celesti, divine), l'ottagono è segno precipuo di realtà e verità, di potestà e regalità, di immanenza e trascendenza; e ben si presta - specie se reiterato (come ben nove volte in Castel del Monte, e in forma stellare) - a simboleggiare e rappresentare quella intersezione tra potere temporale e potere per volontà divina che nel XIII° secolo sta alle origini di una regalità imperiale consapevole e vissuta, (indipendente dal potere spirituale e laicamente gestita).
Federico II e l'architettura di Castel del Monte ne danno una testimonianza piena e comprensiva; dimostrata, convincente, resa appagante dalla scelta esoterica, forse cabalistica, di disegni e numeri, e di figure paganeggianti mai davvero decrittabili quanto tuttavia sommamente simboliche, sorprendenti, affascinanti.
Perché, infatti, una doppia corona di stanze tutte uguali, e solo quelle? Perché un anello tanto indifferenziato e continuo, tale da subordinare una distribuzione indifferenziata e forzata di funzioni alla rappresentazione concettuale e figurativamente perfetta di un teorema?
L'organismo fa pensare ad uno spazio rituale, ricorda cerchi magici ancestrali, rimanda a immagini oniriche e ludiche che, per la loro ricorrente emblematica permanenza, trascendono, prescindono da spazi e tempi storici.
Fa pensare. Di più, fa sognare.


Da oltre mezzo millennio, dalla Bretagna al Medio Oriente, numerologia e organizzazione dello spazio sono alle origini delle arti e delle scienze.
Nel Castrum, la figura di base - proiettata in modo costante per tutta l'altezza dell'organismo - esalta l'impeto delle torri e la robustezza del nucleo centrale; mentre l'assenza di coronamenti alle sommità invita a immaginare una proiezione virtuale dell'organismo oltre i suoi limiti fisici e modulari.
E' l'immagine del Sé che, partecipata ad ogni livello della psiche con la determinazione di una sovranità di matrice divina, si immedesima e si incardina con autorità e consapevolezza nell'immagine (verticale) della perfezione; la stessa dalla quale ha origine (endogena / esogena) l'archetipo della divinità; ossia, l'idea, la figura di Dio.
A sua volta, la sovranità dell'imperatore sul mondo delle cose terrene - totale, indiscutibile - (riaffermata con ogni mezzo dialettico e contesa con aspre lotte anche nei confronti dell'autorità papale), irraggia da ognuna delle sedici assialità orizzontali del 'castrum', quasi una bussola calcificata, l'immagine simbolica dell'autorità politica come centro dell'archetipo della Totalità.





fig. 16 _ Federico II°, disegno da statua sulla Porta di Capua, XVIII° secolo. BAV.




fig. 17 _ Emergenza notevole nel paesaggio agricolo delle Murgie, Castel del Monte è simbolo e memoria della politica culturale di Federico II, per l'immagine del Sé nella regione.



L'architettura è il luogo della materia e dello spirito dove terra e cielo si toccano. In questo sta il suo contributo all'esistenza.

Architettura: un frammento significante del tempo e dello spazio; un segno dell'intelligenza nell'immensità e nell'eternità; una creazione autentica della psiche, la cui forma ed il cui senso trascendono la natura. E' il modo con il quale il sentimento della vita e la coscienza dell'identità liberano l'imperativo umano della creazione al limite tra le funzioni della materia e l'autonomia numinosa della forma.
La psiche ha la capacità di immaginare e sentire oltre i limiti del tempo e dello spazio, in una contemplazione e rappresentazione di sé che non procede e non muta secondo le logiche della coscienza. Proiezione di questo anelito all'identità ed autenticità, ed alla sopravvivenza di sé, l'architettura ne è un riflesso nella storia.

V V, 1984 _ note in margine a letture



Referenze fotografiche (web, stampe)

_ sitiunesco.it: figura 1.
_ andriaweb.com: figura 3, 9, 12 (idem di 3, rielaborata).
_ G. De Tommasi: figure 4.
_ La storia dell'arte, Electa, 2006, vol. 5: figure 6, 7, 15, 16.
_ castit.it: figura 8.
_ casteldelmontedallalto.
_ Archivio fotografico dell'autore: figure ... .
_ Disegni dell'autore: figure 10, 11, 14, 18.
_ Marcok/it.wikipedia.org: figura 13.
_ Wikipedia, Castel del Monte, figura 3, 12 (rielaborata), 17.
_ www.domusromulea.it: figura 2 (rielaborata), 9.
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Immagini e argomenti correlati, dell'autore, si trovano in
Architettura e Psiche _ Introspezione sulle immagini permanenti e sui caratteri fondamentali del progetto
Ed. Kappa, Roma 2008.



ROMA _ libri

ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA LIBERALE Il centro urbano. Roma 1979_ dati, cataloghi, indici
ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA FASCISTA Il centro urbano. Roma 1981_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ROMA, ARCHITETTURA_La città tra memoria e progetto Il centro urbano. Roma 1998_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ROMA, ARCHITETTURA_Da città dei papi a capitale d'Italia Il centro urbano. Id. 2001_ dati, cataloghi, indici dei nomi


 
vv@valtervannelli.it

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Valter Vannelli _ Architettura e Psiche , Analisi e letture _ 7 | Roma, marzo-dicembre 2010





fig. 18 _ Moschea di Omar
grafico dell'autore.

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