Valter Vannelli _ Cordoba, Masjid Mezquita Moschea Catedral (Medjid-al Djamia) _ letture, Roma 2010

    Architettura e Psiche Ed.Kappa, 2008  chiedere a :  Bardi Editore (commissionario)_ Librerie Kappa: Piazza Borghese 6; via Gramsci 33, Roma


 Valter Vannelli  _ ricerche
 Cordoba _ Moschea, Mezquita, Masjid, (Medjid-al Djamia)

    Analisi e letture di iconografie esoteriche e simboliche
     2010 / 1
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     Professore dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma, dal 1972 al 2000 ha insegnato Progettazione architettonica nella Facoltà di Architettura / Dipartimento di Storia dell'architettura, Restauro e Conservazione.

segue in "Curriculum"



I mussulmani occupano Cordoba del 711.
Nel 784 l'emiro Abd al-Rahmàn I da inizio alla costruzione della moschea, sul sito di una chiesa visigota, e ne realizza 11 navate; la centrale, più larga, è in asse alla Qibla.
Tra l'833 e l'852 l'emiro Abd al-Rahmàn II prolunga le 11 navate e sposta la Qibla.
Tra il 951 e il 952 Abd al-Rahmàn III amplia il sahn e (ri)costruisce il minareto.
Nel 961 Al-Hahmàn prolunga le 11 navate di altre 12 campate, che terminano nel nuovo Mihab, con le cupole e la Qibla tutt'ora esistenti.
Al termine di questa fase, l'organismo costituito dalle 11 navate raggiunge il suo massimo sviluppo, con l'asse centrale fortemente rafforzato.
Nel 987 Al Mansur completa il tessuto delle navate ad oriente, con altre 8 campate, ed il sahn corrispondente; il mihrab resta decentrato.
Il minareto originale è del 778. Eretto dal califfo Hisman I, è riedificato come campanile nel XI° sec. (La struttura attuale - a torre, con paramenti - è del 1618.
...

Intorno all'anno 1000 - quando la città conta 800.000 abitanti e rivaleggia con le capitali dell'Oriente, - la moschea è strutturata da 1293 colonne ripartite in 19 navate, su una superficie di mq. (178 x 128).
L'organismo, definito e costruito nella sua unità compositiva, è contenuto (anche in senso tettonico), da mura e contrafforti. Quasi tutte le porte sono realizzate.
...
I cristiani riconquistano Cordoba nel 1236. File di colonne sono abbattute per realizzare, per gradi, il Crucero.
Lo scempio è ripreso nel 1523 per la costruzione della Capilla Mayor (platoresca, dissacrante, fuori scala) e del Coro.
Al presente, la moschea copre un isolato di m. 80 x m. 130, con una superficie di 2,3 Ha., ripartita i 19 navate longitudinali e 36 trasversali, alte circa 11 metri.
Il mihrab, ricostruito lungo il perimetro meridionale, è allineato alla dibla (Qibla), il muro di riferimento per la preghiera alla Mecca.
L'organismo, contrassegnato da doppie arcate spingenti sul perimetro, è contenuto da una possente muraglia ritmata da contrafforti e contrappuntata da preziosi portali (derivati dal modello costruttivo persiano).
L'interno è composta da colonne policrome, archi ogivali sovrapposti, e mosaici raffinati ed eleganti. I soffitti originali, arabo-bizantini, sono in legno policromo intarsiato.
Le colonne sono in granito, diaspro e altre pietre preziose (prevalgono i colori bianco e verde). Gli archi sono in pietre dai colori alternati (bianco e rosso), i mosaici in argento ed oro.
Intrecci geometrici e decorazioni policrome sono espressione di una inesauribile e gioiosa inventività compositiva.
Il grande cortile delle abluzioni (in origine porticato con archi moreschi, con vasche e fontane, ed alberato con cipressi, lauro e ulivi) è trasformato in patio con palme e piante di arance.

...
Le 850 colonne residue dell'interno testimoniano ancora la unicità di una articolazione spaziale continua e indefinita, austera e preziosa; di una armonia figurativa tanto atipica e paradossale nella sua luminosa, strutturale dinamicità da sorprendere, emozionare e sconvolgere oltre ogni immaginazione.
Per vastità e ricchezza - l'una e l'altra fantasmagorica e favolistica, - la Medjid-al Djamia è seconda solo alla Caabah della Mecca.

...


Le colonne sono senza base e sovramontate da due ordini di archi con spessore crescente dal basso all'alto.
Il primo ordine, ad arco di cavallo, non richiede catene; il secondo, a tutto sesto, è sostenuto da un pilastro appoggiato sulla base dell'arco sottostante.
L'alternanza dei conci bianchi e rossi degli archi favorisce visioni dinamiche trasversali rispetto al tessuto delle navate e distrae dalla percezione di una tettonica invertita (aerea in basso, pesante in alto), funzionale ad una spazialità senza prospettive preferenziali, senza punti notevoli, fluida, indefinita.






     Dati, dalla rete:

_ Cordoba è sede della prima università islamica della Spagna.
_ A 24 Km, ad Aldomovar del Rio, si trova il Centro islamico internazionale Internet della Fondazione Roger Garaudy.
_ Immigrati musulmani e spagnoli convertiti chiedono di usare la cattedrale.
_ Gli immigrati musulmani in Spagna sono circa 500.000.
_ Gli spagnoli convertiti all'Islam sono circa 20.000.
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fig. 1 _ La moschea, particolare.
fig. 2 _ La moschea dalla riva opposta del Guadalquivir. In primo piano, il Ponte romano, su sedici arcate, ricostruito più volte.
Dalla moschea emerge la cupola ottagonale del Mihrab. Dietro, la mole del Coro e della Capilla Mayor, basilica cristiana del sec. XVI°. Oltre, a sinistra, la torre del Alminar, del 778.



fig. 3_a_ Pianta della moschea (ricostruzione).



fig. 3_b_ Pianta della moschea: da 'Spagna', Guide d'Europa, 1991.



figg. 4 e (sotto) 5, 6 - Vedute dell'interno (da foto dell'autore, 1995).



a _ Medina (Arabia Saudita), Moschea del Profeta, orig. 622 -VIII° sec.
(Florindo Fusano, La città Islamica, Laterza, 1984)


b _ Isfahàn (Iran), Moschea del Venerdì, orig. 700 - XVII° sec.
(Fusano, id.).



c _ Isfahàn (Iran), Moschea del Venerdì, orig. 700 - XVII° sec.
(Fusano, id.).


d _ Cairo (Egitto), Moschea di Ibn Tulun, 876 dC, pianta (da: Fusano, id.).



d _ Cairo (Egitto), Moschea di Ibn Tulun, 876 dC, la moschea nel contesto (id.).




   "Se alla domanda 'Che cosa è l'Islam'' si rispondesse indicando semplicemente uno dei capolavori dell'arte islamica, ad esempio la moschea di Cordoba, o quella d'Ibn Tulun al Cairo, o una delle mederse di Samarcanda, sarebbe tuttavia altrettanto valida, poiché l'arte dell'Islam esprime inequivocabilmente le cose di cui ha il nome". (Titus Burckhardt, L'Art de l'Islam, p. 11).
   Dall'VIII al XII secolo, ed oltre, dalla Spagna ai confini orientali del mondo mussumano, il legame tra Arte, Islam e civiltà islamica è indissolubile.

"Queste arti sono in perpetuo sfavillio con l'immaginario dei supporti e dei colori che sono loro propri; … cantano sino all'enfasi la venerazione … rivolta a Dio; cantano … la fede e l'attrazione per il mondo del simbolo destata … dalla doxa e dalle sue multiple interpretazioni". (Malek Chebel, Dizionario dei simboli islamici, p. 53).
   Per lo stesso autore, le arti dell'Islam sono "il proseguimento del sacro nel territorio del profano e del quotidiano"; sono "elevazione e trascendenza"; sono " la valorizzazione del pensiero profetico per il quale "Dio è bello; Egli ama la bellezza". (id., p. 53).


...

       Partecipare alla costruzione di una moschea è dunque un atto sacro che riconosce merito e conferisce valore all'individuo, ne qualifica l'opera e, nello spirito unitario della collaborazione, concorre alla coesione sociale della comunità.
   L'archetipo del Sé e della divinità rifluiscono nell'archetipo della Totalità, del quale l'esperienza morfologica della moschea - nel suo ordinarsi ed estendersi sotto una comune volta celeste nelle direzione del mondo, - ne è una delle manifestazioni più compiute e significative.




Immagini e argomenti correlati, dell'autore, si trovano in
Architettura e Psiche _ Introspezione sulle immagini permanenti e sui caratteri fondamentali del progetto, Ed. Kappa, Roma 2008.







fig. 7 _ Isfahàn (Iran), Moschea del Venerdì, orig. 700 - XVII° sec.
strutture autonome con propria identità si sono aggregate intorno alla corte dell'organismo originale.




fig. 8 _ Isfahàn (Iran), Moschea del Venerdì, cupola Gunbad-i Kahhi. Esempio della progressione dal quadrato di base (simbolo delle manifestazioni terrene) al cerchio della cupola (simbolo della perfezione divina) attraverso il raddoppio, da 4 a 8, da 8 a 16 - degli archi di sostegno.
Il numero 4 rappresenta la stabilità, la materia, le quattro direzioni (Nord, Est, Sud, Ovest). Oltre, l'Ambiente, la Croce, la Svastica.
Il numero 8 rappresenta le qualità fisiche del mondo e dell'essere umano. E' il primo numero cubico. E' uguale alle 8 note della scala musicale islamica. Corrisponde a due quadrati sovrapposti, sfalsati di 45°; e ad una stella ad otto punte, simbolo di ritmo positivo-negativo (di contrazione-espansione, di introversione-estroversione, di presenza assenza, ...). Intermedio tra il quadrato (della materia) e il cerchio (dello spirito), i lati dell'ottagono esprimono la dimensione della materia spiritualizzata. Per l'esoterismo e l'ermetismo islamico, infatti, il Paradiso - se non concepibile - è prefigurabile già dalla figura ottagonale
Il numero 16 moltiplica ed esalta le proprietà precedenti, e le accelera verso la soluzione del cerchio (simbolo della perfezione) con un punto al centro (proiezione della divinità).
La moschea del Venerdì ne è una dimostrazione emblematica, in particolare per la fluidità organica del processo con il quale archi e lunette regrediscono dalla plasticità strutturale e sintetica degli ordini inferiori alla progressiva distensione sempre più minuta, grafica e decorativa della cupola.


e _ Cordoba,Grande Moschea, pianta (id.).



figg. 9, 10 _ Particolari della Moschea, da foto dell'autore.






f _ Gulbarga (India), Moschea del Venerdì, 1367 (id.).






g, h _ Gerusalemme, Moschea di Omar, 689-691
pianta e sezione assonometrica



Appendice ad  Architettura e Psiche  / sintesi

Lo sviluppo orizzontale dell'organismo strutturale e figurativo della Grande Moschea, sotteso dall'equivalenza delle campate longitudinali e trasversali, ancor più è connotato dalla fruibilità visiva di una spazialità diagonale - ombreggiata e luminosa, cromatica e decorativa - suggerita dalla percezione delle arcate ogivali sovrapposte in un caleidoscopico movimento ondeggiante, ritmato e sinuoso.
Sintesi tra conoscenza, creatività e fede, tale concezione ed esperienza dello spazio è manifestazione di contenuti e valori - esoterici, mistici, filosofici o kabbalistici - dai quali l'Arte e la Cultura dell'Islam traggono la loro identità.
Per L'Islam, come per le altre civiltà, la vita è simbolo, metafora, parabola (oltre, è indizio, miracolo, segno e manifestazione di Dio).
Il simbolo adombra l'essenza dell'umanità, il suo mondo interiore, la sua aspirazione a penetrare e rappresentare con le arti, i numeri, la geometria, ciò che è pensabile e immaginabile oltre le soglie della percezione, oltre i limiti delle superstizioni e della magia, verso l'iniziazione e l'illuminazione.
Per i mussulmani il numero, la scienza dei numeri, la geometria, sono oggetto specifico di speculazione simbolica. Numeri e matrici geometriche anche complesse stabiliscono corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo, tra individuo ed universo; così come la poesia è considerata fondamento dell'Arte.
Ispiratori e maestri ne sono i Sufi: mistici, poeti e artisti che specie con l'arte della decorazione - geometrica, vegetale, calligrafica - ne esprimono forme e contenuti letterali e religiosi in modalità visive che ne evocano una evoluzione simbolica e spirituale.
Ritmo, poesia, luce, colore, parola (come verbo e come suono), intrecciati in arabeschi geometrici e replicati in simmetrie sofisticate e affascinanti, sono dunque un tutt'uno con i caratteri tipologici e morfologici di una architettura dalle matrici matematiche cristalline, indipendenti dalle grandezze e dai materiali, immersa in una armonia cromatica avvolgente e serena.
Masse murarie, superfici piane, coperture e catini di cupole, intradossi, rosoni e soffitti, portici e gli stessi batocchi delle porte - così come i minareti e le torri - sono decorati con materiali e disegni preziosi, tutti oggetto di ricerche figurative ammirevoli e di esecuzioni che sfidano l'inconcepibile. Fantasia, immaginazione e doti intuitive che rasentano la prefigurazione della geometra dei frattali, ne sono matrice e guida; e l'apporto di una comunità religiosa e politica dalle dimensioni pluricontinemtali ne sono un supporto che rafforza il senso della comunità religiosa e il suo ruolo di guida civile.
Materiali e tecniche dell'architettura e delle decorazioni si dispiegano senza soluzione di continuità come un tutt'uno organico e polifonico. I graniti delle colonne e degli archi ogivali, i porfidi, le pietre e gli stucchi, i soffitti lignei, le pavimentazioni a mosaico, la ceramica policroma, il legno intarsiato, il vetro con mosaici argento ed oro (come sorgente e filtro di luci e colori) si passano la voce e si integrano come in una partitura corale dettata da una mistica sentita e gioiosa.


...

Lo zero metafisico (simbolo dell'imperscrutabile, il Dio invisibile e immoto), l'uno (la cui Volontà), il due (fa sorgere l'Intelligenza), il tre (che si manifesta nell'Anima), il quattro (e nella Natura), gli altri numeri notevoli e le figure geometriche fondamentali, il Macro e il Microcosmo sono tutti imperneati sul valore e sul senso dell'Unità e, di seguito, dei suoi derivati.

...

In modo del tutto diverso dalla Moschea di Omar, 689-691, (impianto centrale, isotropo), le figure dispiegate nella Mezqiuita per l'intera superficie della sua rappresentazione piana (orizzontale, proiettata in tutte le direzioni del mondo terreno) esprimono in modo compiuto e appagante la proiezione nel creato dell'Archetipo della Totalità.
Ne fa eccezione, al termine della navata maggiore (quella centrale nella mezquita della prima fase, poi prolungata), il Mihrab, punto ultimo e solenne di devozione.
Vertice funzionale e simbolico di tutto l'organismo, e preordinata meta devozionale di credenti e pellegrini, il Mihrab è preceduto e preparato (in modo scenografico, emotivo, simbolico e mistico) dal complesso trionfale del maqsura. In particolare, dalla Capilla de la Villaciniosa, la cui cupola a costoloni è ottenuta dall'intersezione - a 90° ed a 45° - di coppie di nervature, con articolazioni spaziali e preziosità decorative inventive e affascinanti.
A quel punto, al termine di proiezioni strutturali, figurative e semantiche - e tra cromatismi, luminosità e lucentezze già dissolventi lo spazio - una cupola ottagonale regolare, ottenuta dalla duplice intersezione di otto archi costolati (con al centro una conchiglia ad otto lobi regolari), meraviglia per il nitore figurativo di una geometria tridimensionale complessa, criptica, vivace, sfuggente. L'effetto dell'insieme (degli elementi compositivi e decorativi) è quello, preordinato, di una spazialità trasfigurata che dissolva le sensazioni in intuizioni psicologiche e i processi intellettivi in visioni dello spirito.
Alla base di questo spazio di assoluta creatività e bellezza, una porta a scala umana, mirabile e preziosa (quasi una miniatura di quelle esterne), guida infine lo sguardo verso la nicchia, cuore della mezquita e simbolo della rivelazione.

Il metodo è quello - creativo e simbolico - della cultura, dell'arte (delle arti), dell'architettura, della decorazione.
Il ruolo è quello dell'ottagono regolare con copertura a volta, che prelude al Paradiso.
Il senso è quello, mistico, della rivelazione della trascendenza, approdo estremo degli archetipi del Sé e della Totalità verso la più problematica proiezione esogena/endogena della psiche, il bisogno/la ricerca di perfezione, da cui l'archetipo della Divinità.








i _ Immagini simboliche, da codici di alchimia, c. XII° sec.
(Paolo Lucarelli, 'Ermetismo islamico').





fig. 11 _ Particolare di un apparato simbolico-decorativo; da foto dell'autore.

La decorazione architettonica della Mezquita è tra le espressioni più alte della cultura e dell'arte dell'Islam, in un processo storico ed estetico che nonostante distruzioni e sostituzioni ne testimonia le origini, l'evoluzione, i materiali e le tecniche, i criteri ed i metodi, gli indirizzi, i motuli ornamentali.
Motivi geometrici, vegetali, calligrafici, integrati in apparati complessi ed eleganti, inducono a riflettere sulle capacità inventive ed espressive dell'intuizione (uno dei quattro caratteri fondamentali della psiche, e per di più un carattere irrazionale) un millennio o secoli prime del dominio delle scienze matematiche e della geometria dei frattali.



l _ Granada, La Alhambra, part.
m _ Siviglia, Alcazar, part.




fig. 12 _ Particolare della struttura interna nell'area ampliata da Al-Mansur, 987-988; da foto dell'autore.
In un crescendo verticale di materali fisici e decorativi - geometrici e cromatici, ombrosi e luminosi - l'organizzazione dello spazio è sintesi di un processo aggregativo che risolve i caratteri della tipologia nella reiterazione e aggregazione di un modulo strutturale (la colonna, il capitello, l'arco leggero del primo livello, l'arco pesante del secondo livello (con spessore doppio del sottostante).
Il criterio tettonico inverso al normale consente una fruibilità pressoché totale della superficie fruibile per la preghiera, mentre il gioco degli archi ripetuti e quello cromatico dei materiali fisici dinamizza lo spazio in una vertigine di direzioni e di sensazioni. La percezione che ne risulta è prossima a quella di un ambiente accogliente e protettivo, vivo, vivace, sereno.



L'architettura è il luogo della materia e dello spirito dove terra e cielo si toccano. In questo sta il suo contributo all'esistenza.

Architettura: un frammento significante del tempo e dello spazio; un segno dell'intelligenza nell'immensità e nell'eternità; una creazione autentica della psiche, la cui forma ed il cui senso trascendono la natura. E' il modo con il quale il sentimento della vita e la coscienza dell'identità liberano l'imperativo umano della creazione al limite tra le funzioni della materia e l'autonomia numinosa della forma.
La psiche ha la capacità di immaginare e sentire oltre i limiti del tempo e dello spazio, in una contemplazione e rappresentazione di sé che non procede e non muta secondo le logiche della coscienza. Proiezione di questo anelito all'identità ed autenticità, ed alla sopravvivenza di sé, l'architettura ne è un riflesso nella storia.


V V, 1984 _ note in margine a letture




fig. 13 _ Mura e contrafforti del fonte occidentale. In primo piano, porte e decorazioni e merli. Sul fondo, la torre del Alminar; da foto dell'autore.








figg. 14, 15 _ Cordoba, due porte di acceso alla Moschea, (porta meridionale del lato accidentale, con l'alfiz, 961-966; e, a destra, porta di epoca rinascimentale); da foto dell'autore.
(L'alfiz - l'arco della porta inquadrato da cornice - è un elemento compositivo tipico dell'architettura islamica nelle province ispaniche).





Referenze fotografiche

_ Florindo Fusano, La città Islamica, Laterza, 1984): figure 7, 8, a, b, c, d, e, f.
_ La storia dell'arte, Electa, 2006, figura 3_a (rielaborata dall'autore)
_ 'Spagna', Guide d'Europa, 1991: figura 3_b; (riprodotta in bianco e nero)
_ Paolo Lucarelli, 'Ermetismo islamico', figura g, da: web
_ Archivio fotografico dell'autore _ 1995: figure 1, 2, 4, 5, 6, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, l, m.
_

Immagini e argomenti correlati, dell'autore, si trovano in
Architettura e Psiche _ Introspezione sulle immagini permanenti e sui caratteri fondamentali del progetto
Ed. Kappa, Roma 2008.

ROMA _ libri

ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA LIBERALE Il centro urbano. Roma 1979_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA FASCISTA Il centro urbano. Roma 1981_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ROMA, ARCHITETTURA_La città tra memoria e progetto Il centro urbano. Roma 1998_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ROMA, ARCHITETTURA_Da città dei papi a capitale d'Italia Il centro urbano. Id. 2001_ dati, cataloghi, indici dei nomi


 
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Valter Vannelli _ Architettura e Psiche , Analisi e letture _ 7 | Roma, febbraio 2010



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