Valter Vannelli, Roma / Moschea di Omar, Gerusalemme _ 2009



      Architettura e Psiche Ed.Kappa, 2008  chiedere a   Bardi Editore (commissionario)  oppure a  Archimagazine , o nelle Librerie Kappa, Roma
      L'architettura è il luogo della materia e dello spirito dove terra e cielo si toccano.








  Valter Vannelli   _ ricerche
  Qubbat as-Sakhra / Cupola della Roccia o Moschea di Omar
    Analisi e letture di iconografie esoteriche e simboliche
     2009 / 1
Architettura e Psiche
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Architettura e Psiche, 2008
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Roma, Santa Costanza


Gerusalemme, l'Anastasis

     Professore dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma, dal 1972 al 2000 ha insegnato Progettazione architettonica nella Facoltà di Architettura / Dipartimento di Storia dell'architettura, Restauro e Conservazione.

segue in "Curriculum"

Qubbat as-Sakhra, Gerusalemme, 689-691:

cenni, fonti e citazioni:

Una prima costruzione in legno, per tremila fedeli, è eretta presso la rupe sacra tre anni dopo la conquista di Gerusalemme (637).
La Moschea che conosciamo è costruita sulla piattaforma nota come al-Haram al-Sharif dal califfo Abd al-Malik ibn Marwan. Siamo nel 689-692; la dinastia degli Omayyadi ha ripristinato l'ordine nello stato e la moschea, con la Cupola della Roccia, sorta allora anche in contrapposizione alla Mecca, sanziona in ogni senso il diritto dell'Islam sulla città santa.
Il sito è associato alla Creazione, al Tempio di Salomone, al Tempio di Erode il Grande. Pietra di fondazione, asse del mondo, la Sacra Roccia è venerata da Ebrei, Cristiani e Musulmani; nel Corano testimonia il viaggio notturno (isra) di Maometto, e inglobata nel tempio ne ricorda il prodigio dell'ascensione (miraj).
"Al-Walid ... vedeva che la Siria era un paese da lungo tempo occupato dai cristiani, e vi notava le belle chiese che ancora appartenevano a loro, così incantevolmente belle, e così rinomate per il loro splendore ... Così cercò di costruire per i musulmani una moschea che fosse senza uguali e una meraviglia per il mondo. ... Abd al-Malik, vedendo la maestosità del martjrium del Santo Sepolcro e la sua magnificenza fu colto dal timore che abbagliasse le menti dei musulmani, e perciò eresse sopra la roccia la cupola che ora vi si vede".
Eccezionale monumento dell'architettura musulmana, il santuario è uno tra i più venerati dell'Islam.

_ L'organismo ha matrici in modelli architettonici di tradizione romana e bizantino-siriaca, sul tipo delle basiliche dell'Ascensione e della Rotonda dell'Anastasis, e del mausoleo di Santa Costanza a Roma;
_ originale, unico nella tradizione islamica, non rientra nel concetto di moschea; ma ne è un prototipo nel ruolo visivo della decorazione delle superfici.
I rivestimenti policromi si rifanno alla tradizione ellenistica e bizantina, ma le scelte cromatiche e il ruolo figurativo delle epigrafi ed iscrizioni cufiche, in arabo antico, smaterializzano la struttura e ne equiparano il senso a quello luminoso e astratto di uno spazialità incorporea, fantasiosa, mentale, illusoria.
_ l'organismo architettonico è centrale, su pianta ottagonale con lati alterni (determinati, per costruzione, dalla smussatura dei quadrati) con cupola e due ambulacri;
_ il diametro dell'ottagono di base è di circa 60 metri; la cupola è alta circa 25 metri; il diametro è di circa 20 metri;
_ i tamburi sono in muratura, su pilastri e colonne;
_ la cupola, su struttura in legno, è composta da un guscio esterno in rame ed uno interno in stucco. Cupola e capriate, controventate e autoportanti, annullano ogni tensione, salvo la pressione verticale sul tamburo;
_ nel mosaico interno una iscrizione di circa 240 metri sviluppa la più antica citazione del Corano con i principi dell'Islam;
_ la scrittura ha un ruolo islamico e iconografico: sostiene l'universalità di Maometto, il riconoscimento di Gesù e Maria, e l'invito alla "gente del libro" a riconoscere l'Islam come rivelazione finale;
_ la pianta e la struttura sono integri; la cupola e la decorazione sono stati oggetto di ricostruzioni e restauri; dal 1960 il rivestimento della cupola è in alluminio dorato.







Figura 1 _ a sinistra, veduta zenitale interna della cupola
Figura 2 _ sopra: interno della cupola
Figura 3 _ il tempio dalla spianata (stampa di fine '800).
In primo piano, il Duomo della Catena, modello in scala ridotta della moschea.

Per il progetto e la costruzione il califfo Abd al-Malik sceglie due architetti: Abul Mikdan Rija ibn Hayah ibn Jarul, noto per erudizione e saggezza, e Yazid ibd Sallam, di Gerusalemme.




_ In sintesi:

_ quadrati, ottagoni, circonferenze, assi e punti notevoli hanno luogo in una figura isotropa con codici simbolici; (vedi grafici)
_ il ruolo politico e propagandistico della Moschea anticipa il programma del geografo al-Muqaddasi, del X° secolo, teso a superare ebrei e cristiani in urbanistica, architettura ed arte;
_ da prima del regno di Abd al-Walid le moschee affiancano alle funzioni religiose ruoli comunitari - dall'insegnamento all'amministrazione della giustizia - con finalità di formazione politica e sociale. Dio è con l'Islam. La religione ne regola ogni attività.

continua




Figura 4 _ pianta del tempio con l'indicazione centrale della roccia e lo sviluppo circolare dei due ambulacri
Figura 5 _ assonometria dell'organismo strutturale e spazialein alto a destra, veduta zenitale interna della cupola


Moschea di Omar. Pianta su due quadrati uguali, ruotati di 45 gradi.
Il perimetro ottagonale è isotropo rispetto ai due quadrati
La circonferenza della cupola interna è il luogo comune delle intersezioni interne dei quadrati. Il lato del quadrato è dato dal raggio della cupola per 1,41 circa (rapporti tra cerchio e quadrato inscritto).


Ricostruzione grafica della pianta, dati:
_ il diametro della cupola,
_ da cui, il lato del quadrato,
_ una squadra,
_ un compasso;
(grafici originali dell'autore, non riproducibili)


a _ costruzione e intersezione di due quadrati di lato L, ruotati di 45 gradi;
b _ parallele ai lati di un quadrato, tra intersezioni con l'altro quadrato;
c _ idem per l'altro quadrato, con sovrapposizioni;




d _ circonferenze concentriche, tracciate per le intersezione interne, o tangenti agli spigoli dei quadrati; e _ tracciamento delle otto diagonali con estremi negli spigli esterni; intersezioni con la circonferenza esterna; f _ ottagono regolare, con spigoli nelle intersezioni della figura precedente;





quadrati, ottagoni, circonferenze, assi e punti notevoli sono ricomposti in una figura isotropa
con codici simbolici


g _ identificazione della struttura portante con le intersezioni costruite tra i quadrati;
_ idem, del perimetro dell'organismo con l'ottagono esterno;
_ idem, della base della cupola tra i punti notevoli comuni ai tracciati interni ai quadrati.;

h _ sezione: indicazione schematica dei rapporti tra misure fondamentali;
_ il volume virtuale esterno che inviluppa il tamburo e la cupola è uguale ad un cubo con lato pari al diametro della circonferenza di base;
_ il tamburo interno è alto la metà del suo diametro;
_ la visione dell'interno è guidata verso il tamburo centrale dalla progressiva altezza delle luci dei due ambulacri;
_ (gli altri segni a tratteggio non hanno riferimenti con questa lettura).


Note:

Come per altre, nella tradizione dell'Islam il cerchio - senza inizio e senza fine, compiuto e perfetto - è espressione del mondo interiore e segno dell'assoluto.
Simbolo tuttavia supremo dell'Islam è la "Ka'ba", un blocco quadrato che rappresenta il numero quattro, espressione ed essenza di stabilità.
(Alla Mecca, già Madre della Città ed Ombelico della Terra, Maometto distrugge tutti gli idoli, salvo la Pietra Nera squadrata a cubo, simbolo del patto tra Dio e Abramo. Da allora, la "Ka'ba" è al centro di un cerchio bianco, e i pellegrioni vi tracciano intorno un moto circolare continuo e ininterrotto, in una itinerante devota preghiera che spesso esaudisce un voto ed un pellegrinaggio unico nella vita).

Nella concezione degli edifici religiosi, il quadrato e la tetrade (di elementi geometrici e strutturali, oltre a decorativi e floreali) sono funzionali alla determinazione dell'impianto planivolumetrico dell'ordine inferiore, espressione del mondo terreno.
Sopra, coperture più spesso a cupola, risplendenti di mosaici o di lamine dorate, testimoniano - come sotto il cielo di Gerusalemme - l'unicità di Dio.

La ricostruzione con grafici, sopra illustrata, evidenzia il passaggio dalla maglia quadrata (dalle due direzioni terrene / dai quattro punti cardinali / dagli angoli della terra) al cerchio (con al centro la proiezione della verticale, simbolo dell'asse cosmico). Il cerchio ingloba il quadrato di base, all'origine della composizione dell'organismo; ma vale ricordare che a sua volta il quadrato di base è determinato dal diametro della cupola, che per secoli ha oscillato tra i 18 ed i 22 metri, derivati forse dall'economia di bacini di servizio limitati ed agricoli.
La sala su maglia quadrata si addice a riunire i fedeli e a guidarli intorno alla sacra roccia con una rotazione simile a quella della Mecca; così come la cupola (leggera, lievitata) è la forma più degna a guidare l'intelletto e i sentimenti lungo l'asse cosmico, verso l'intuizione o la percezione della perfezione divina.
L'organismo architettonico coniuga il quadrato e il cerchio - il cubo, la semisfera - su livelli distinti e sovrapposti, mediati dagli ambulacri e dal cilindro del tamburo centrale.
L'area centrale totalmente impegnata dalla sacra roccia funge da interregno tra lo spazio rituale e il sovrastante spazio della cupola (della divinità).
A sua volta, il tamburo centrale - coincidente con la metà inferiore della sfera virtuale che inviluppa la cupola - è il luogo della mediazione tra lo spazio basamentale, a sviluppo orizzontale (della terra, del corpo) e quello sferico (del cielo, dello spirito).
Il processo è simile a quello della "qubbah", il mausoleo con cupola sulla tomba dei santi.



Appendice ad Architettura e Psiche

Anche per l'Islam il cerchio e il quadrato destano l'idea del movimento, della vita e del cambiamento. Le due figure, astratte, isotrope, irriducibili, evocano il cielo e la terra. Simboleggiano la dialettica tra l'aspirazione del Sè alla trascendenza e i limiti della condizione umana (e tra l'archetipo della divinità e l'archetipo della totalità);
_ sovrapposti, celebrano nell'arco di trionfo l'ordine formale, l'autorevolezza, l'eroismo, la santità, un passaggio notevole.
_ accostati a formare un'esedra, esaltano nel fuoco di uno spazio figurativo e mentale immagini simboliche o eccezionali.
_ composti, con centro ed assi coincidenti, esprimono in segni simbolici - in giudizi di valore e relazioni innovative - proiezioni derivate dagli archetipi; contenuti e manifestazioni permanenti dei caratteri fondamentali (razionali e irrazionale) della psiche, che nel caso della Moschea di Omar tramandano e rinnovano nella razionalità dell'organismo architettonico e nei suoi elementi figurativi pensieri, sentimenti, intuizioni e sensazioni ancora meravigliosi e felici:
_ il cerchio, che comprende tutto, identifica la psiche universale con quella personale (la divinità, la perfezione o il bisogno di spiritualità con l'anima personale);
_ la quadratura del cerchio, estensione della psiche personale in psiche universale, identifica il Sé nella totalità (ossia, l'anima personale in compiutezza, in appagamento del senso della vita).


In sintesi

Il livello inferiore della moschea, isotropo (assi e diagonali tutti simmetrici, e direzioni cardinali segnate dalle porte), centrato sul ruolo materico e simbolico della sacra roccia, si esprime come proiezione dell'Archetipo della Totalità (della terra, del creato).
Sopra, i caratteri di una architettura smaterializzata dalla risorgente testimonianza di fede ascendono per un tamburo ritmato dal movimento di ventiquattro finestre alla volta di una metafora celeste; fino ad un catino il cui cromatismo innervato dal movimento di mosaici incrociati, convergenti negli anelli dorati del vertice troverà beatitudini altrettanto celesti solo secoli dopo, nel XXIII canto delal Divina Commedia.
In questo spazio, l'anelito della psiche a sapere del senso della vita si acquieta, e il latente desiderio di perfezione dell'anima si immedesima nel bisogno di spiritualità e nelle promesse e appagamenti insiti nelle proiezioni dell'archetipo della divinità.


V V / 2009




Figura 6 _ l'interno, dall'ambulacro.

Circa 280 metri quadrati di mosaici originali decorano tuttora le superfici interne, mentre lo spazio sottostante la cupola, circoscritto dal doppio ambulacro, tutela la roccia sacra, allo stato grezzo.





Figura 7 _ l'interno, dal tamburo.

I mosaici esterni sono stati sostituiti nel XVI° secolo da mattonelle invetriate di Solimano, provenienti da Matriz.









figura 8 _ La Moschea nel paesaggio urbano dall'estermo delle mura.



figura 9 _ Gerusalemme, planimetria della città vecchia. A destra, la spianata con il Muro del Pianto e la Cupola della Roccia. Nel tessuto edilizio, tra la spianata e la Porta di Giaffa, la Chiesa del Santo Sepolcro.



figura 10 _ La Cupola della Roccia dall'estermo delle mura, a valle della Porta del Leone (Porta di Santo Stefano)



"Un luogo incantato, luminoso e tuttavia segreto"

"Quel che è impossibile non ricordare, ancora più dell'interno, è l'esterno, il modo con cui è porto il monumento stesso.
Qui è facile farlo sorgere in via approssimativa davanti agli occhi: il tempio dello sposalizio di Raffaello.
Io sono nettamente convinto che tutti i templi ottagoni degli sfondi del Rinascimento vengano di là. Disegni dalla Terrasanta giongevano inviati o portati ..."

Cesare Brandi
Città del deserto, 1990






figura 11 _ La Moschea con la Cupola della Roccia sulla spianata, dall'alto, sul fronte della gradinata di accesso




figura 12 _ Ingresso alla Moschea e Cupola della Roccia. Dal XVI° secolo la decorazione policroma in maioliche vetrificate di Solimano, provenienti da Matriz, sostituisce su ogni fronte il mosaico originale.


Fonti delle illustrazioni:

figure 1, 2, 4, 7, 8, 9 _ La Moschea di Omar, Mondadori, 1972;
figura 3 _ http://www.santagiulia.info/stampe_luoghi_santi/08.htm;
figura 5 _ F.Fusano, La città islamica, Laterza, 1984;
figura _ La Storia dell'Arte, Electa_Repubblica, 2006;
elaborato di base per il grafico "h" _ http://it.wikipedia.org/wiki/File:Sezione.jpg;
figura 11 _ http://it.wikipedia.org/wiki/File:Harhab_mini.JPG;
figura 12 _ http://www.brunella2001.it/gerusalemme9.jpg;
Rotonda dell'Anastasis, part. _ http://www.christusrex.net/www1/ofm/sbf/escurs/Ger/08escurs.html;>
Santa Costanza _ foto dell'autore.


VV/ 2009



vv@valtervannelli.it


Valter Vannelli _ Architettura e Psiche / analisi e letture | Roma, 1 febbraio 2009



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